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BROOF: approfondimenti su coperture e fotovoltaico
Capire una classificazione è il primo passo. Verificare che sia applicabile alla propria copertura è quello decisivo.
La scelta di un sistema deve tenere insieme il requisito richiesto dal progetto, la composizione del tetto e le condizioni reali di posa. In questa pagina approfondiamo il significato delle classificazioni BROOF e i criteri da considerare prima di intervenire.
Per descriverci la tua situazione, utilizza il percorso guidato nella pagina Fotovoltaico e BROOF.
Cosa significa BROOF(t3) o BROOF(t4)?
La classificazione BROOF descrive il comportamento di un tetto o di una copertura esposti a un incendio esterno, secondo la norma UNI EN 13501-5.
Le sigle t1, t2, t3 e t4 identificano metodi di prova differenti. Non rappresentano quattro livelli successivi della stessa prestazione: t4 non significa automaticamente “migliore di t3”.
Per scegliere correttamente occorre conoscere la classificazione richiesta e verificare le condizioni alle quali quella prestazione è documentata.
È inoltre necessario distinguere:
• la reazione al fuoco dei materiali;
• la resistenza al fuoco degli elementi costruttivi, espressa per esempio con EI o REI;
• il comportamento al fuoco esterno della copertura, classificato secondo UNI EN 13501-5.
• la resistenza al fuoco degli elementi costruttivi, espressa per esempio con EI o REI;
• il comportamento al fuoco esterno della copertura, classificato secondo UNI EN 13501-5.
Una classificazione BROOF non attribuisce automaticamente una prestazione EI o REI al tetto.
Una membrana classificata basta?
La presenza della sigla BROOF nella documentazione commerciale di una membrana non dimostra, da sola, che qualsiasi copertura realizzata con quel prodotto possieda la stessa classificazione.
Occorre leggere il rapporto di classificazione e il relativo campo di applicazione, verificando le condizioni previste per supporto, isolamento, strati impermeabili, modalità di posa e pendenza.
Questa verifica è particolarmente importante sulle coperture esistenti: aggiungere un nuovo strato non significa automaticamente trasferire al tetto la prestazione dichiarata dal produttore.
Per impostare la scelta raccogliamo la documentazione disponibile e analizziamo la composizione della copertura. Quando gli strati non sono conosciuti, può essere necessario un sondaggio, con successivo ripristino dell’impermeabilizzazione.
Fotovoltaico: cosa prevedono i riferimenti aggiornati?
La nota dei Vigili del Fuoco n. 14030 del 1° settembre 2025 aggiorna la precedente guida del 2012. Il suo campo di applicazione riguarda gli impianti fotovoltaici ubicati nelle attività soggette alle procedure di prevenzione incendi o a servizio delle stesse.
Per le installazioni sulle coperture sono previste diverse possibilità, da valutare nel progetto: separazioni protettive, accoppiamenti tra moduli e copertura e specifiche valutazioni del rischio.
Non è quindi corretto affermare che ogni impianto fotovoltaico richieda sempre la stessa soluzione BROOF. La sola classificazione della copertura, inoltre, non esaurisce le verifiche dell’impianto.
E se l’intervento era già stato avviato?
La nota n. 14668 del 10 settembre 2025 chiarisce che le procedure concretamente avviate prima del 1° settembre 2025 possono essere completate applicando la disciplina precedente.
Sono richiamate, fra gli esempi, istanze presentate, contratti vincolanti e progettazione definitiva. La situazione deve essere documentata e verificata sul singolo intervento, mantenendo centrale la valutazione del rischio incendio.
Quale sistema scegliere per la copertura?
Non esiste il sistema migliore in assoluto. Esiste il sistema più adatto a una determinata opera, a un determinato supporto e a precise condizioni di utilizzo.
La valutazione parte dalla copertura reale:
• quali materiali e strati sono presenti;
• in quali condizioni si trova l’impermeabilizzazione;
• quale prestazione viene richiesta;
• quali dettagli, attraversamenti e fissaggi devono essere realizzati;
• quali vincoli di accesso, lavorazione e continuità dell’attività devono essere rispettati.
• in quali condizioni si trova l’impermeabilizzazione;
• quale prestazione viene richiesta;
• quali dettagli, attraversamenti e fissaggi devono essere realizzati;
• quali vincoli di accesso, lavorazione e continuità dell’attività devono essere rispettati.
Il risultato di questa analisi permette di confrontare le soluzioni e definire un intervento coerente con il progetto.
Membrane bituminose e sistemi liquidi
Membrane bituminose
Le membrane bitume-polimero possono essere impiegate in nuovi pacchetti di copertura e in interventi di rifacimento, scegliendo prodotti e configurazioni con prestazioni documentate.
Fra le soluzioni disponibili, la gamma Polyglass XFIRE comprende prodotti con classificazioni differenti. FUTURA XFIRE P, per esempio, è presentata dal produttore con classificazioni BROOF(t2) e BROOF(t3).
Per MINERAL FLEXTER FR TRIATEX POLIESTERE di INDEX, la documentazione di capitolato riporta BROOF(t1), BROOF(t3) e BROOF(t4).
In entrambi i casi, la scelta deve essere accompagnata dalla verifica della documentazione relativa alla configurazione prevista.
Sistemi liquidi continui
I sistemi liquidi permettono di realizzare impermeabilizzazioni continue e possono essere valutati anche per interventi su coperture esistenti.
MPM indica la disponibilità di una versione BROOF di Starflex Ultra. La versione da utilizzare, la classificazione richiesta e le condizioni di applicazione devono essere individuate nella documentazione tecnica del sistema proposto.
Dettagli e raccordi in PMMA
Triflex ProDetail è un sistema impermeabilizzante in PMMA dedicato a dettagli e raccordi.
La documentazione tecnica riporta classificazioni al fuoco esterno associate a specifiche condizioni di applicazione. La soluzione per un punto critico deve quindi essere coordinata con il resto del pacchetto di copertura.
Dalla verifica tecnica all’intervento
SF Impermeabilizzazioni affianca progettisti e imprese nell’analisi della copertura, nella scelta del sistema impermeabile e nella definizione dei dettagli esecutivi.
Il confronto con il tecnico antincendio permette di coordinare le prestazioni richieste dal progetto con le condizioni effettive del tetto e le modalità di realizzazione.
Per impostare il primo confronto sono utili fotografie, disegni, stratigrafie note e richieste tecniche già ricevute. Se mancano informazioni, individuiamo le verifiche da proporre e definiamo l’incarico necessario.
Hai una copertura da valutare?
Descrivici la situazione attraverso il percorso guidato. Le informazioni raccolte ci aiuteranno a impostare il confronto e a individuare gli approfondimenti necessari.